
Io c'ero, e nell'occasione colsi l'opportunità di fare per la prima volta in vita mia il quasi turista in Italia. A parte un senso generale di nausea verso i mass media, dovuti anche all'assenza del mio pc, che si è tradotto in conati di vomito, ho mangiato bene. Simpatici gli italiani. Blob invece assicura un vaccino giornaliero molto efficace. Interessante la bolletta Telecom di -8Euro. Ma questi sono dettagli curiosi, veniamo alle cose importanti.
Ho trovato 3 forme di organizzazione del lavoro: in Coma, in Letargo e con l'Alzheimer. Queste le osservazioni di massima:
1) L'organizzazione in Letargo: il Comune di Roma (qui si può anche dire). Mi reco per salutare tutti gli ormai ex colleghi di lavoro in un Dipartimento retto da un dirigente "politico". Giustamente licenziato (siamo democratici), si verifica il fenomeno duplice dello spoil system dell'intera forza lavoro sommata alle vacanze (forzate? benedette? salutate con malcelata sfacciataggine?) di tutta la forza lavoro. Un Dipartimento che vantava decine di collaboratori giunge ad avere all'attivo una manciata di presenti al mattino, e nessuno nel pomeriggio di un venerdì. Il Dirigente pro-tempore non fa niente, non può fare niente, e la forza lavoro fa lo stesso, con la variante che chi deve/vuole fare qualcosa non la può fare se non con gravi difficoltà; rarissimo il caso di chi continua a lavorare fattivamente perché il Campidiglio evidentemente si rende conto che anche un progetto europeo serve a qualcosa per davvero (e di questo possiamo andarne orgogliosi). Il risultato è che faccio molta fatica a salutare qualcuno, ad esempio incontro il mio capo sul marciapiede per puro caso. Succede, pare sia ciclico, ed è curioso.
2) L'organizzazione in Coma (vige la privacy). L'organizzazione in Coma è caratterizzata dal fatto che tira a campare senza avere funzioni vitali che non siano vegetative. Praticamente la forza lavoro è ridotta al minimo, e meglio se è amministrativa (le funzioni vitali...). Le risorse sono di derivazione pubblica (diretta o indiretta) e dal flusso di queste risorse dipende il rossore delle guance del comatoso, non certo i movimenti del corpo. I muscoli esistono perché qualcuno muove artificialmente il malato, ma di fatto l'organizzazione non produce niente che non sia commissionato con stretto mandato, magari in modo "blindato". Deve continuare a esistere per facciata, e se facesse qualcosa potrebbe essere forse un guaio... I proventi di ciò che viene commissionato serviranno al 90% e più per pagare la bolletta del polmone artificiale, forse un 5% andrà all'infermiere che muoverà le gambe del malato, ma verrà pagato comodamente a più di 500 giorni ("prima paghiamo le tasse..."). Lo stato comatoso è interessante perché talvolta capita di vedere la visita parenti, ovvero la visita delle organizzazioni vicine che faranno degli incontri di qualche tipo, generalmente sul "va tutto bene, continuamo così, fosse mai che diventiamo innovativi", ma in generale l'organizzazione in coma è quasi deserta, a tratti completamente vuota anche in orari d'ufficio. Questa forma di organizzazione è più diffusa di quanto si pensi. Pare che sia il morbo peggiore.
3) L'organizzazione con l'Alzheimer. Questo è il caso di un ente piuttosto vecchio, tendenzialmente elefantiaco, ma molto produttivo. E' affetto da Alzheimer perché si dimentica di quello che fa, si confonde i dati, prende strade perfette e strade palesemente sbagliate. Riesce incredibilmente a non sapere ciò che fa nel presente, ma conosce e si ricorda un passato glorioso (?). L'Alzheimer colpisce laddove non te lo aspetti: mandi un file corretto e pulito, chiami dicendo che lo hai mandato e tutto tace. Richiami per sapere come va, rifissi un appuntamento e dopo un'ora di riunione ti accorgi che si è lavorato sul file precedente che curiosamente ha quasi 365 giorni di vita... Il presente è un eterno ritorno; i fatti sono un optional. E' tutto bello e cordiale, tutto sano, ci vuole solo un po' di pazienza... anche perché i ritrovati più recenti della tecnologia e della metodologia (diciamo degli ultimi 10 anni circa) potrebbero essere del tutto sconosciuti se si capita nella stanza sbalgiata. Dipende dalla zona celebrale, se è affetta oppure no dal morbo. Questo morbo coglie un può qua e un po' là, tocca a tutte le organizzazioni, ma in alcuni casi si assiste a degli scivoloni curiosi.
Giulio Marini
categoria:precariato, knowledge workers, una vita da precario








Fotografia di uno spreco. L'ennesimo, nell'Italia delle caste e delle derive. Spreco di occasioni e di talenti. E di punti percentuali di prodotto interno lordo. Ecco che allora l'Italia è leader al mondo nella produzione del design - grazie alla materia prima che si chiama gusto - e seconda dopo la Cina per esportazione di "prodotti creativi", categoria vasta che comprende dall'artigianato agli audiovisivi, dalle pubblicazioni cartacee ai nuovi media. Eppure gli investimenti su creatività e produzione culturale e sostegno ai giovani talenti sono i più scarsi in Eeuropei. Progresso e declino, insieme. Voglia di cultura e incapacità non di produrla ma di offrirla. E' il quadro contraddittorio che viene fuori dal V Rapporto annuale di Federculture, specie di Confindustria che mette insieme tutti i soggetti pubblici e privati che organizzano e gestiscono cultura, turismo, sport e tempo libero. "Creativi per caso" sintetizza Federculture nel rapporto di 230 pagine presentato al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, uno studio che fa lo sforzo inedito di mettere insieme e analizzare tutte le voci che hanno a che fare con turismo, cultura e tempo libero. Ma essere creativi oggi non basta più se il talento non è parte di un sistema coordinato e non casuale di creatività. 
"STAI ATTENTO A QUELLO CHE FAI!! FACCIO PARTE DI UN'ORGANIZZAZIONE POTENTISSIMA CHE CONTROLLA TUTTO"
DUE COSE RIEMPONO L'ANIMO MIO DI AMMIRAZIONE SEMPRE CRESCENTE: IL CIELO STELLATO SOPRA DI ME, LA LEGGE MORALE DENTRO DI ME





