Di fronte a una legge elettorale che lascia poco o punto margine all'elettore per decidere chi votare, ci armiamo della virtù scaturita dalla necessità e vi proponiamo di riprendere in mano l'arme del voto, scardinando i meccanismi della cooptazione presenti nel "porcellum".
Di seguito daremo un esempio di come sia possibile scegliere il candidato cui dare il proprio voto, nonostante l'abolizione del diritto di indicare con la preferenza chi si voglia votare.
Diciamocelo: le elezioni sono ormai un sondaggio. I partiti propongono una lista di candidati e l'elettore deve decidere la lista da votare in blocco; non può esprimere alcuna preferenza e vota i candidati nell'ordine deciso dalle segreterie di partito.
Invece, seguendo la teoria dall'elettore marginale, è possibile rivoltare la legge oligarchica per individuare la persona cui si vuole dare il proprio voto. In questo modo, almeno sapremo per chi abbiamo votato, anche se la scelta è limitata a una rosa ristretta.
La teoria dell'elettore marginale è molto semplice, in poche parole questa:
1. Qualsiasi sia la lista che decidiate di votare, la prima considerazione da fare riguarda i candidati. Fondamentale è rendersi conto che il vostro voto è marginale, si aggiunge, cioè a tutti i voti che quella determinata lista prende nel vostro collegio.
2. Dal momento che il vostro voto è marginale, cioè si aggiunge ai voti che la lista prenderà indipendentemente dal vostro voto, voi state votando non per il capolista ma per l'ultimo degli eletti.
3. Dunque, basterà calcolare quanti eletti dovrebbe ottenere ciascuna lista nella vostra circoscrizione per individuare l'ultimo degli eletti; ebbene - sappiatelo - qualunque sia la lista che votate, voi state votando, nell'ambito di quella lista, per l'ultimo degli eletti o, se il vostro voto sarà davvero marginalmente utile, per il primo dei non eleltti.
Prendiamo un esempio:
Nella circoscrizione Oligarchia 1 si presentano quattro liste per 10 seggi.
Ciascuna lista presenterà 10 candidati, pari al numero di seggi da attribuire.
Risulteranno eletti i candidati nelle prime posizioni delle liste che riusciranno a raggiungere il quorum che, in questo caso è del 10% (totale dei voti validi, diviso i 10 seggi da attribuire).
Poniamo che i voti guadagnati da ciascuna lista siano distribuiti secondo la tabella che segue

Secondo i nostri rozzi calcoli, la lista A eleggerebbe quattro deputati (Tizio, Caio, Sempronio e Pinco), la lista B ne eleggerebbe 3 (Pallo, Belle e Sebastien), la lista C ne eleggerebbe 2 (Ernesto ed Evaristo), la lista D uno solo (Pasquale).
Ebbene, caro elettore marginale, sappi che il tuo voto contribuirà alla sola elezione di Pinco (per la lista A), Sebasien (per la lista B), Evaristo (per la lista C) o Pasquale (nel caso tu votassi per la lista D).
Devi scegliere uno di questi. Si veda la tabella seguente.

E' vero, sarebbe più bello votare per Tizio o Caio della lista A o per Pallo o Belle della lista B ma, sappilo, tu non puoi in alcun modo votare per loro - che sono le teste di lista - ma solo per gli ultimi eletti di ciascuna lista.
Da bravo elettore marginale ti documenterai sui curricula di questi quattro candidati e potrai recarti alle urne scegliendo quello che più ti aggrada, almeno saprai per chi hai votato.
Ora, poniamo che Tizio, Caio e Sempronio - della lista A - siano delle gran brave persone e che Pinco - sempre della lista A - sia un farabutto e, mettiamo, che Pallo e Belle - della lista B - siano dei gran farabutti e che, sempre nella lista B, Sebastien sia una gran brava persona e anche competente.
Secondo il senso comune, bisognerebbe votare per la lista A, composta per tre quarti di gran brave persone (Tizio, Caio e Sempronio) e solo per un quarto di farabutti (Pinco) e non per la lista B, fatta per due terzi di farabutti (Pallo e Belle) e per un terzo di persone valide (Sebastien).
Secondo la teoria dell'elettore marginale, invece, non conta il tasso di farabutti presenti in media in una lista ma solo la qualità dell'ultimo degli eletti che, come abbiamo visto è un farabutto per la lista A (Pinco) e una gran brava persona per la lista B (Sebastien). Controintuitivamente, l'elettore marginale voterà per la lista B, anche se in maggioranza fatta di farabutti. Perché il suo voto - quello marginale - serve per eleggere una brava persona.
Chiaro, no?
Robert Castrucci
PS.
Presto la teoria dell'elettore marginale sarà un vero e proprio metodo laico per la scelta del voto. Gli esempi saranno affinati sulla base di sondaggi reali e sulla base di candidature reali.
Di seguito daremo un esempio di come sia possibile scegliere il candidato cui dare il proprio voto, nonostante l'abolizione del diritto di indicare con la preferenza chi si voglia votare.
Diciamocelo: le elezioni sono ormai un sondaggio. I partiti propongono una lista di candidati e l'elettore deve decidere la lista da votare in blocco; non può esprimere alcuna preferenza e vota i candidati nell'ordine deciso dalle segreterie di partito.
Invece, seguendo la teoria dall'elettore marginale, è possibile rivoltare la legge oligarchica per individuare la persona cui si vuole dare il proprio voto. In questo modo, almeno sapremo per chi abbiamo votato, anche se la scelta è limitata a una rosa ristretta.
La teoria dell'elettore marginale è molto semplice, in poche parole questa:
1. Qualsiasi sia la lista che decidiate di votare, la prima considerazione da fare riguarda i candidati. Fondamentale è rendersi conto che il vostro voto è marginale, si aggiunge, cioè a tutti i voti che quella determinata lista prende nel vostro collegio.
2. Dal momento che il vostro voto è marginale, cioè si aggiunge ai voti che la lista prenderà indipendentemente dal vostro voto, voi state votando non per il capolista ma per l'ultimo degli eletti.
3. Dunque, basterà calcolare quanti eletti dovrebbe ottenere ciascuna lista nella vostra circoscrizione per individuare l'ultimo degli eletti; ebbene - sappiatelo - qualunque sia la lista che votate, voi state votando, nell'ambito di quella lista, per l'ultimo degli eletti o, se il vostro voto sarà davvero marginalmente utile, per il primo dei non eleltti.
Prendiamo un esempio:
Nella circoscrizione Oligarchia 1 si presentano quattro liste per 10 seggi.
Ciascuna lista presenterà 10 candidati, pari al numero di seggi da attribuire.
Risulteranno eletti i candidati nelle prime posizioni delle liste che riusciranno a raggiungere il quorum che, in questo caso è del 10% (totale dei voti validi, diviso i 10 seggi da attribuire).
Poniamo che i voti guadagnati da ciascuna lista siano distribuiti secondo la tabella che segue

Secondo i nostri rozzi calcoli, la lista A eleggerebbe quattro deputati (Tizio, Caio, Sempronio e Pinco), la lista B ne eleggerebbe 3 (Pallo, Belle e Sebastien), la lista C ne eleggerebbe 2 (Ernesto ed Evaristo), la lista D uno solo (Pasquale).
Ebbene, caro elettore marginale, sappi che il tuo voto contribuirà alla sola elezione di Pinco (per la lista A), Sebasien (per la lista B), Evaristo (per la lista C) o Pasquale (nel caso tu votassi per la lista D).
Devi scegliere uno di questi. Si veda la tabella seguente.

E' vero, sarebbe più bello votare per Tizio o Caio della lista A o per Pallo o Belle della lista B ma, sappilo, tu non puoi in alcun modo votare per loro - che sono le teste di lista - ma solo per gli ultimi eletti di ciascuna lista.
Da bravo elettore marginale ti documenterai sui curricula di questi quattro candidati e potrai recarti alle urne scegliendo quello che più ti aggrada, almeno saprai per chi hai votato.
Ora, poniamo che Tizio, Caio e Sempronio - della lista A - siano delle gran brave persone e che Pinco - sempre della lista A - sia un farabutto e, mettiamo, che Pallo e Belle - della lista B - siano dei gran farabutti e che, sempre nella lista B, Sebastien sia una gran brava persona e anche competente.
Secondo il senso comune, bisognerebbe votare per la lista A, composta per tre quarti di gran brave persone (Tizio, Caio e Sempronio) e solo per un quarto di farabutti (Pinco) e non per la lista B, fatta per due terzi di farabutti (Pallo e Belle) e per un terzo di persone valide (Sebastien).
Secondo la teoria dell'elettore marginale, invece, non conta il tasso di farabutti presenti in media in una lista ma solo la qualità dell'ultimo degli eletti che, come abbiamo visto è un farabutto per la lista A (Pinco) e una gran brava persona per la lista B (Sebastien). Controintuitivamente, l'elettore marginale voterà per la lista B, anche se in maggioranza fatta di farabutti. Perché il suo voto - quello marginale - serve per eleggere una brava persona.
Chiaro, no?
Robert Castrucci
PS.
Presto la teoria dell'elettore marginale sarà un vero e proprio metodo laico per la scelta del voto. Gli esempi saranno affinati sulla base di sondaggi reali e sulla base di candidature reali.
postato da: sa_la alle ore 18:59 | Permalink | commenti (16)
categoria:invettive, aforismi, caos, soluzioni creative, analisi previsionale future stud, teoria dellelettore marginale
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